Il mese di marzo nel Mosaico della Cattedrale
- 2 mar
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Marzo è il mese della ripresa delle attività agricole, e la sua immagine più diffusa in campo artistico rimanda alla legatura o alla potatura delle viti.

Il mese di Marzo nel mosaico della Cattedrale di Otranto
L’inverno volge al termine, e il lavoro nei campi è ripreso: alla fine della giornata il contadino, seduto su uno sgabello, è intento a pulirsi il piede sinistro con uno strumento idoneo. Accompagna la raffigurazione di marzo il segno zodiacale dei Pesci, dodicesimo ed ultimo segno dello zodiaco. L’anno dei cristiani inizia infatti alla fine di questo mese, con l’equinozio di primavera, sotto il segno dell’Ariete ed in coincidenza con l’Incarnazione (l’annuncio dell’arcangelo Gabriele alla Vergine), principio della storia cristiana della salvezza, inaugurazione della redenzione, nonché dell’età nuova, quella che sant’Agostino chiamava sub gratia. La scena è accompagnata dall’indicazione del mese (Mar/tius).
Marzo è il mese della ripresa delle attività agricole, e la sua immagine più diffusa in campo artistico rimanda alla legatura o alla potatura delle viti. Nei cicli dei mesi dell’Europa settentrionale, soprattutto francesi, la primavera è salutata anticipatamente con l’inserimento dei primi fiori nelle raffigurazioni e nei calendari medievali italiani la raffigurazione di questo mese si presenta spesso nelle forme allegoriche del suonatore di corno, il cosiddetto Marcius cornator, una figura dai capelli scarmigliati che soffia in due corni, simbolo dei venti e delle burrasche di inizio primavera.
Ad Otranto è possibile che ancora una volta il contesto otrantino faccia riferimento ad un particolare realistico, più che allegorico: in mancanza di una specifica attività, l’attenzione si concentra su un atto quotidiano e necessario (come quello di pulirsi i piedi affaticati), ovvero su quei piccoli problemi fisici che il Medioevo attribuiva al mese.
Tratto da: "Mondi medievali" di Stefania Mola



