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Otranto in 1 giorno

Otranto, pur essendo una piccola città, è ricca di attrazioni ed è quasi impossibile vederla completamente in un tempo ridotto. Eppure, a patto di essere disposti a scarpinare un po’, in una sola giornata, si può comunque fare un bel giro che permetterà di conoscere e ammirare i suoi luoghi più significativi.

Può capitare però che tu sia di passaggio in città, magari ti trovi qui per lavoro o per un evento e vuoi sfruttare le ore libere per guardarti intorno. Una possibile soluzione può essere affidarsi a un tour privato, ma non tutti apprezzano questa soluzione. Ti proponiamo, dunque, un giro essenziale per vedere nel minor tempo possibile i punti più rilevanti del Centro Storico, dando anche qualche consiglio per creare una giornata su misura per te.

Innanzitutto, per ridurre i tempi può essere utile il servizio Ape Calessino, che rappresenta il modo più rapido per spostarsi intorno alla città. 

Tour essenziale di Otranto in 1 giorno

Porta Terra, ingresso del Centro storico

Il nostro viaggio alla scoperta di Otranto non può non partire da "Porta Terra", l'ingresso del Centro Storico

Entrando da questa porta ci troviamo in uno spazio triangolare, una specie di piazza d'armi, realizzata nei primi decenni della seconda metà del '500.

Di fronte abbiamo la Porta Alfonsina

Porta Alfonsina

Porta Alfonsina, edificata durante il XV secolo, era stata commissionata da Alfonso d'Aragona, dal quale prese anche il nome e rappresenta la  porta principale della città aragonese, in posizione contrapposta al Castello.

Al primo incrocio svoltiamo a destra per Via Basilica non senza aver ammirato gli avanzi di una "casa-torre" con in alto dei bellissimi archetti pensili.

La strada è in progressiva salita e subito alla nostra sinistra si staglia l'imponente mole del lato sinistro della Cattedrale sul quale si apre l'accesso alla Cripta.

Cripta della Cattedrale

La Cripta rappresenta ad oggi l’intreccio più evidente tra oriente ed occidente, ed esalta il connubio dei popoli del Mediterraneo. Intenti alla sua costruzione infatti troviamo scalpellini pugliesi, pugliesi-lombardi e orientali.

La cripta si regge su 42 colonne monolitiche e 23 semicolonne di diverso stile e materiale che formano 45 campatelle quadrate. Di notevole pregio i capitelli databili dal tardoantico al primo romanico.

​​Alcuni gradini portano al piano superiore e quindi alla Cattedrale con il suo meraviglioso tappeto di pietra, il Mosaico pavimentale.

Mosaico della Cattedrale Otranto

Fu realizzato in circa 2 anni tra il 1163 e il 1165, commissionato dal Vescovo di Otranto al monaco Pantaleone, il cui nome si può leggere all’entrata della chiesa.

L’enorme tappeto formato da piccolissime tessere raffigura principalmente “l’albero della vita”, da cui nascono tutte le scene che compongono il mosaico. Il tronco principale si estende nella navata centrale, mentre le navate laterali ospitano due tronchi dell’albero di dimensioni minori.

Vi sono rappresentate scene tratte dall’antico testamento con l’Inferno e il Paradiso, Caino e Abele, il Diluvio Universale e le imprese di Noè, per arrivare fino alle scene raffiguranti animali, personaggi mitici, sfingi, arpie, minotauri o ancora personaggi storici come lo stesso Alessandro Magno.

Sul piazzale della Cattedrale si erge la Torre Campanaria, di origine normanna, recentemente restaurata

Una stretta stradina porta direttamente al Castello Aragonese.

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La configurazione che oggi osserviamo è frutto di costanti modificazioni, che interessarono la fortezza per tutto il '500, imposte dalla continua evoluzione e perfezionamento delle armi da fuoco. E' delimitato su tutti i lati da un profondo fossato che viene superato all'ingresso con un ponte, oggi con arco in pietra e calpestio in legno, probabilmente in origine di tipo levatoio. Un corridoio stretto immette direttamente nell'atrio del piano terra su cui si affacciano vari ambienti.a pianta quadrata o rettangolare coperti da sistemi a volta.

Particolarmente suggestiva è la Cappella De Azevedo, parzialmente affrescata e che contiene al suo interno varie cornici ed epigrafi, tra le quali quelle della tomba di Donna Teresa De Azevedo, morta il 23 febbraio del 1707, alla quale il marito, Don Francesco de la Serna e Molina, castellano dell'epoca, dedicò una tenerissima epigrafe in cui la indica quale "esempio di pudicizia, dea di bellezza, modello di onestà, prole di eroi spagnoli" 

Nel 2013, duranti i lavori  preliminari alla musealizzazione del Castello, è venuto alla luce un ipogeo.  Nello specifico si tratta di un vano, ricavato nella roccia, nella zona sottostante la pavimentazione dell’atrio, di cui sono visibili in uno spazio superiore al mezzo metro di profondità solo due archi superiori, una serie di incisioni e raffigurazioni sulle pareti, di chiara matrice cristiana, tra le quali croci (sia greche che latine) e figure iconografiche. Al momento della scoperta si era ipotizzato che l’area potesse sorgere su un insediamento messapico e che rappresentasse una traccia del periodo paleocristiano, ma le immagini sulle pareti parrebbero fornire elementi successivi a quella datazione, collocando formalmente la cavità in un arco temporale vicino all’XI secolo, quindi, in epoca medievale.

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Spiaggia Azzurra alimini

Ma Otranto è anche tanta natura, da visitare e ammirare. Il Parco naturale dei laghi Alimini, a circa 6 km a nord di Otranto, è un primo, validissimo esempio: i due laghi che ospita, uno d’acqua salata e l’altro di acqua dolce, ti offriranno uno spettacolo unico! Nei pressi dei Laghi Alimini, spiagge di sabbia fine bagnate da un mare limpido con fondali che degradano lentamente sono lambite da una folta pineta che garantisce ombra e frescura in estate. Poco distante, la bellissima Baia dei Turchi, il cui nome sembra derivare da un importante fatto storico: quando i soldati turchi distrussero la città di Otranto nel 1480 sbarcarono proprio in questa spiaggia.

A sud di Otranto, sulla meravigliosa litoranea che porta a Santa Cesarea Terme e poi fino a Leuca, è d'obbligo visitare il Lago Rosso e il punto più ad est d'Italia: Faro Palascìa

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Totalmente immerso nella macchia mediterranea, il Faro di Punta Palascìa, si trova su di un tratto di costa alta e frastagliata con rocce che calano a picco sulla distesa marina. Le onde, che si infrangono sulla costa irregolare, si trasformano in schiuma salmastra e i raggi solari, riflessi dalla calce bianca del faro, creano giochi cromatici e incredibili sfumature.

L’atmosfera armonica che si respira nei suoi pressi, lo colloca su un piano etereo, in cui cielo e mare si confondono, miscelati e uniti dall’azione dei venti.

Faro Palascia panorama

Un tuffo nei sapori salentini

Per finire con gusto il tour di Otranto in un giorno, ecco le proposte enogastronomiche da non perdere. Godiamoci ad esempio un aperitivo con calice di vino  locale e specialità salentine al ristorante Terra Nostra con vista sulle mura dorate che cingono il Borgo Antico.

O prenotiamo un tavolo presso White, ristorante con terrazza direttamente sul mare.

Un tocco di dolcezza alla giornata con il pasticciotto della Pasticceria Merola, presso la Villa comunale

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