Cripta della Cattedrale
La cripta rappresenta ad oggi l’intreccio più evidente tra oriente ed occidente, ed esalta il connubio dei popoli del Mediterraneo. Intenti alla sua costruzione infatti troviamo scalpellini pugliesi, pugliesi-lombardi e orientali.


Descrizione
Di stile meschita (riproduce la Cisterna-Basilica di Costantinopoli), la cripta riassume i caratteri della sintesi architettonica di Oriente-Occidente ed è costruita su 42 colonne monolitiche e di riporto (diverse per qualità dei materiali, per stile e tempo di produzione) e 23 semicolonne, che formano 45 campatelle quadrate, più tre dell’abside centrale suddivise in 5 filari per 9. Le colonne sono di stile ionico, corinzio, asiatico, egiziano, islamico, libanese, bizantino, persiano. Nell’abside centrale, poi, gli affreschi della Madonna Odigitria (XII secolo) e del Cristo Maestro (scuola italo-greca).
Desta attenzione la differenza figurativa dei capitelli, tutti di gran pregio artistico. E' possibile collocare cronologicamente queste opere dal tardoantico al primo romanico.
La varietà iconografica spazia da simboli cristiani (croci), a elementi vegetali (foglie di acanto, racemi vegetali, palmette), a figure antropomorfe, animali (uccelli, leoni, aquile) e mostri (arpie).
Anche i fusti delle colonne si differenziano per stile e qualità dei marmi.
La diversità di colonne e l'eccezionale combinazione dei capitelli che le contraddistinguoino non sono casuali, ma deliberatamente volute.
Lo stile corinzio, quello ionico, asiatico, egiziano, islamico, libanese, bizantino, persiano, ecc avrebbero permesso al forestiero di ritrovare in Otranto la propria cultura, riconoscendosi nello stile a lui più familiare: non si sarebbe sentito straniero in terra altrui, bensì a casa.



