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Fonte Carlomagno

  • 16 ore fa
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Il Fiume Idro ha origine dalle “Fonti di Carlomagno” situate a pochi chilometri dal centro abitato di Otranto, nei pressi dell’area delle Costantine e di Monte Sant’Angelo tra Otranto, Uggiano la Chiesa e Casamassella.


GALLERIA FONTI DI CARLOMAGNO
GALLERIA FONTI DI CARLOMAGNO

Le Fonti sono registrate nel catasto regionale delle cavità artificiali di Puglia con la sigla PU CA 0183 e la dicitura “Acquedotto di Carlo Magno”. Le fonti, che garantiscono al Fiume Idro un apporto d’acqua notevole e perenne, divennero “risorsa strategica militare” durante la Grande Guerra e precisamente nel 1917, quando fu costruito l’Acquedotto di servizio per il Campo Inglese di Monte Lauro Vecchio dal Genio Militare. La Royal Navy Air Service aveva bisogno di un costante approvvigionamento d’acqua per le truppe speciali che prestavano servizio presso l'Idroscalo e le Fabbriche di Idrovolanti presso il Porto di Otranto nell’area denominata “aia delle fabbriche”. Nel 1925 la Regia Marina cede l'opera al Comune di Otranto che -tra i primi in Puglia- diviene possessore di un proprio pubblico acquedotto. Dopo l’entrata in funzione dell’Acquedotto Pugliese, l’estrazione d’acqua dalle fonti non è più conveniente e si decide (1940) di non rinnovare il contratto di gestione con un’apposita comunicazione da parte del podestà all'Intendenza di Finanza di Lecce. Il nome delle fonti deriva da una leggenda secondo la quale “Carlo Magno di ritorno dall’Oriente, dopo essere sbarcato nel porto di Otranto, s’inoltrò a cavallo nella campagna. Il caldo asfissiante ed il peso dell’armatura non facevano altro che far soffrire il sovrano che, ad un certo punto, lanciò la spada contro le rocce. Prodigiosamente al di sotto della stessa si aprì una voragine ed una galleria dalla quale iniziarono a sgorgare, magicamente, inesauribile e potenti sorgenti d’acqua. La Galleria delle Fonti di Carlomagno è lunga circa 70 metri ed alta due, il Verbale di Consegna del Demanio al Podestà di Otranto recita che “Sul piano della galleria, da un lato, è ricavato un cunicolo scoperto, che porta l’acqua a due vasche-filtro che trovasi situate all’ingresso della galleria. Da esse l’acqua arriva, a mezzo di tre tubi muniti di saracinesche, in due cisterne di deposito. La galleria è chiusa da un cancello in ferro e, nella metà del suo percorso, è illuminata da un pozzo di luce verticale, ricavato nella roccia e riparato in un casotto in muratura coperto con tetto a tegole marsigliesi e con due vani di finestra sprovvisti di infissi”


Credits: Elio Paiano

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