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Presicce - Acquarica

Uno scrigno di sorprese che attraverso un susseguirsi di scorci pittoreschi ti racconta la storia di questo borgo dalla doppia anima, una gentilizia e l’altra contadina.

Presicce - Acquarica

Alla scoperta di Presicce, uno dei Borghi più belli d’Italia


Partiamo col dire che Presicce è stato inserito qualche anno fa nella lista dei Borghi più belli d’Italia dall’omonima associazione – sorta nel 2001 – che mira a proteggere e valorizzare il patrimonio storico, artistico, culturale, ambientale e tradizionale dei centri italiani minori, relegati ai margini dei flussi turistici.


Non appena giungi nel centro storico di Presicce, ti ritrovi catapultato nel passato e il cuore si apre dinanzi a uno scrigno di sorprese che attraverso un susseguirsi di scorci pittoreschi ti racconta la storia di questo borgo dalla doppia anima, una gentilizia e l’altra contadina.


La nostra scoperta di Presicce parte dalle suggestioni barocche della Chiesa Matrice edificata nel 1778 dove prima si trovava la vecchia chiesa cinquecentesca che secondo le cronache dell’epoca fu danneggiata dal terremoto del 1745, cui si contrappongono le forme rinascimentali del campanile e la monumentale bellezza di Palazzo Ducale, di impianto normanno.


La facciata del palazzo dei duchi Paternò, ingentilita da cornici e archi cinquecenteschi, irrompe la scena di Piazza del Popolo, mentre gli spettacolari Giardini Pensili, ricavati nel Settecento dal terrapieno delle antiche mura normanne, si affacciano sulla retrostante Piazzetta Villani dove si possono ammirare la facciata della Chiesa Matrice e la Colonna Votiva di Sant’Andrea Apostolo, patrono della città.


All’interno di Palazzo Ducale visitiamo il Museo della Civiltà Contadina allestito con oggetti donati dalla collettività, legati a lavori manuali e alla vita domestica. Ti confesso che è stata una bella emozione ritrovare tra quelle mura il ricordo della casa di mia nonna.


Proseguiamo la scoperta di Presicce attraverso vicoli e piazzette, respirando l’atmosfera d’altri tempi e ammirando alcuni edifici gentilizi tra cui Palazzo Alberti, impreziosito da una fascia di maioliche napoletane a motivi floreali, Palazzo Lia e Palazzo Valentini (giusto per citarne qualcuno) fino a raggiungere Casa Turrita, una delle opere architettoniche di maggior pregio di Presicce.


Edificata nel XVI secolo come parte integrante del sistema difensivo dell’abitato insieme ad altre due torri posizionate in corrispondenza degli accessi al borgo, Casa Turrita presenta ancora alcuni elementi originali (come le feritoie) e si distingue per la parte inferiore della facciata decorata in bugnato a punta di diamante. Di giorno è magnifica, di sera l’ho vista solo in foto e illuminata sembra ancor più bella


Continuiamo il nostro giro del centro storico fino a raggiungere il Rione Corciuli: una lunga corte (a doppia uscita) dove uomini e animali da soma vivevano in simbiosi. Si tratta delle classiche case a corte (un vano con cantina annessa) raggruppate attorno a uno spazio esterno in cui si trovavano il pozzo e il lavatoio.


Presicce sotterranea


Il Salento, si sa, è da sempre una delle culle privilegiate dell’olio e Presicce, grazie al suo ottimo oro giallo extravergine d’oliva, si è aggiudicato il titolo di Città dell’Olio.


Di fatto il vero tesoro del borgo, quello che lo rende unico nel suo genere, è rappresentato dal sottosuolo dove si sviluppa un sorprendente dedalo di frantoi ipogei – noti anche come trappeti a grotta – che conservano ancora oggi gli antichi torchi e macine con cui, tra il XIII e gli inizi del XX secolo, si produceva l’olio “lampante” che dal porto di Gallipoli partiva a illuminare le strade di mezza Europa.


Dei ventitré frantoi in attività, i primi dei quali scavati a mani nude dalla piccola comunità che con fatica si oppose all’invasione saracena, oggi ne restano diciassette alcuni dei quali sono stati recuperati (e in parte restaurati) come il frantoio di via Gramsci e quelli sotto piazza del Popolo, risalenti al XIV secolo.


Credit; https://www.laglobetrotter.it



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